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Gerry Scotti e la rinuncia social al vitalizio

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Forse un gesto clamoroso per richiamare l’attenzione, o forse un gesto sincero per esprimere solidarietà a quanti sono vessati dalla crisi: Gerry Scotti chiede al neo Premier  Matteo Renzi di aiutarlo a rinunciare alla sua pensione da parlamentare, il quale lo annuncia pubblicamente durante una puntata di Porta a Porta, lodando l’iniziativa umile e disinteressata dello showman, a cui corrispondono ostacoli burocratici per smantellare quello che ormai è un consolidato diritto acquisito dalla classe politica.

Seguono i ringraziamenti di Gerry Scotti su Twitter, che generano una marea di condivisioni e apprezzamenti .

A ben guardare la decisione di Gerry Scotti di rinunciare alla sua pensione da ex parlamentare arriva in un momento di inasprimento della crisi economica, di aumento del risentimento nei confronti dei ceti privilegiati e di costanti attacchi ai privilegi: in effetti,  Scotti non percepirà la pensione fino al 2022, al compimento del suo 65esimo anno.

Quindi la sua può sembrare una dichiarazione di intenti che tra otto anni potrebbe non essere più attuale, e Scotti pare cavalcare il sentimento del momento per ottenere attenzione mediatica, oltre che portare agli occhi di tutti la necessità di tagliare su spese inutili e dannose per le casse pubbliche.

In generale però regna il plauso per il conduttore TV, che si conferma tra le star più amate del panorama italiano con una reputazione di ferro e in ottima salute, tanto sui media tradizionali quanto sui nuovi media, con il suo seguito di quasi un milione di appassionati e fedeli followers su Twitter. Un modo in più per far sentire la propria voce e interpretare, da attore della società civile, quelli che sono i sentimenti del suo pubblico.

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