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Nelson Mandela si è spento giovedì scorso all’età di 95 anni e, solo poche ore dopo, Apple ha cambiato la homepage del proprio sito dedicandola all’uomo riconosciuto da tutto il mondo come simbolo di libertà e dignità umana. Una semplice immagine in bianco e nero affiancata dalla data di nascita e morte di Mandela che, nonostante siano passati 3 giorni, è tuttora in homepage.

Come già accaduto nel 2005 per Rosa Parks, emblema del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti, nel 2010 per Jerome York, membro del Board, e nel 2011 per Steve Jobs, CEO e co-fondatore, l’azienda di Cupertino ha deciso di modificare temporaneamente la propria homepage, cedendo la visibilità dei propri prodotti alla condivisione dell’immagine del Premio Nobel per la Pace.

Il gesto è di grande valore, considerato che mancano pochi giorni a Natale e che l’homepage è un canale strategico aziendale per ricondurre gli utenti ad acquistare online i propri ricercatissimi prodotti. Apple si è distinta dalle altre realtà e ha preferito condividere con i suoi utenti il ricordo di Mandela e i valori per cui si è battuto, quelli in cui milioni di persone nel mondo si riconoscono.

Altre testimonianze sono state rese dalla dirigenza di Apple su Twitter, Tim Cooke e Philip Schiller hanno infatti ricordato Mandela attraverso due tweet significativi, che hanno ottenuto oltre 2.000 retweet e che si sono uniti agli oltre 8 milioni di tweet a lui dedicati nelle ultime 72 ore: citazioni, frasi celebri, parole commosse e saluti che il fotografo Miguel Rios ha assemblato in questa significativa fotocomposizione che vale la pena ricordare perché ha caratterizzato lo storytelling social della scomparsa di Nelson Mandela.

 

 

La notizia del cambio di immagine in homepage ha fatto il giro della rete, ne hanno parlato i principali portali online dedicati alla tecnologia, che quotidianamente fanno riferimento ai rivoluzionari prodotti Apple e che, per una volta, hanno raccontato l’apprezzabile iniziativa del cambio iconico on line dell’azienda, seguito solo da Google che, a differenza dei soliti doodle a cui ci ha ormai abituati, ha preferito ricordare Mandela con un semplice link in homepage che rimanda agli archivi del Nelson Mandela Centre of Memory . Una scelta anch’essa degna di nota, e che, seppur non sia riuscita ad eguagliare dal punto di vista dell’interesse mediatico l’omaggio di Apple, è stata capace di coinvolgere 2 milioni di persone, tante quante hanno utilizzato Google dal fatidico 5 dicembre 2013 .

Apple perciò ha fatto parlare di sé e stavolta non per il lancio di un nuovo device ma per sottolineare alcuni valori su cui evidentemente l’azienda vuole caratterizzare il proprio profilo in termini di corporate reputation. Ci chiediamo se sia corretto inquadrare simili operazioni come tattiche e funzionali alla determinazione di un tratto della corporate image aziendale oppure se, con lo sviluppo accelerato che ha avuto la società dell’informazione, non siano diventate vere e proprie occasioni di condivisione e consumo dell’assetto valoriale su cui il popolo di Cupertino vuole rendersi riconoscibile nel mondo. Dov’è la differenza? Ipotizziamo un futuro scandalo artatamente gridato di un dipendente che accusa Apple di comportamenti discriminatori..

 

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