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Antonio Di Pietro revamp. Che sia un neo fan degli 883?

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Sul sito ufficiale di Antonio Di Pietro in una foto a corredo del post “Ancora più forti e determinati“, appare in primo piano il leader dell’Italia dei Valori e dietro di lui una folla di ragazzini esultanti per un concerto degli 883. Il fotomontaggio è stato scoperto da David Puente che, dal proprio blog, utilizzando uno strumento di ricerca per le immagini di Google ha rapidamente individuato a quale altro evento si riferisse la folla in questione. Osservando l’immagine, effettivamente, salta all’occhio con rapidità la scarsa qualità del fotomontaggio: immagine poco nitida, colori dalle tonalità diverse e una strana “sensazione di posticcio”. Gestione superficiale e non professionale del sito di Antonio di Pietro da parte del proprio staff? La presenza dei politici italiani e dei relativi partiti su Internet è ormai un fatto noto. Luca Dello Iacovo dalle pagine del Sole 24 Ore, riprendendo le rilevazioni di Blogmeter, ha raccontato di un importante incremento di fan, nell’ultimo anno, che leggono messaggi e aggiornamenti sulle pagine dei leader di partiti. Inoltre, secondo uno studio pubblicato di recente sulla rivista inglese Nature, un singolo messaggio inviato sulle pagine di Facebook avrebbe contribuito a influenzare la scelta verso il voto di 340mila persone negli Stati Uniti.

Anche i format dei media offline si sono accorti del connubio sempre più stretto tra politica, web e social network e, parlando ad esempio di televisione e radio, alcune emittenti stanno rivedendo i propri format prevedendo uno spazio social, dove si può esaltare l’interazione con la trasmissione attraverso FB o Twitter. SKY TG 24 ad esempio, lo scorso 12 novembre, ha trasformato le primarie del centro sinistra in un evento social-televisivo, vincendo la sfida della Rete e portando il confronto tv tra Bersani, Vendola, Renzi, Puppato e Tabacci a dominare in Italia il dibattito su Twitter. I canali digital prevedono grandi opportunità ma amplificano enormemente i contenuti del dialogo con i sostenitori ed i detrattori della politica in generale e dei singoli candidati, ministri, portavoce etc. Motivo per cui postare un fake nel momento in cui si è nel bel mezzo della gestione di una crisi reputazionale diventa con certezza matematica, un autogol intermini di reputazione mediatica che dal web si trasferisce su tutti gli altri mezzi di comunicazione.
Ovviamente ci rimane un dubbio che sottintende l’approccio strategico ed è un nodo che può essere sciolto solo dai diretti interessati, e magari non subito: che sia stata un’attività utile a distogliere l’attenzione mediatica sul problema spostandolo su un altro soggetto di comunicazione (la foto)?

© Riproduzione Riservata

  1. Pingback: Quel fotomontaggio di troppo | David's Blog

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