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La lettera che chiude l’era Mayer in Yahoo!?

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Ci risiamo. Starboard Value, la società di consulenza finanziaria newyorkese, ha inviato una lettera al CDA di Yahoo! chiedendo all’amministratore delegato Marissa Mayer di farsi da parte per favorire un cambio strutturale delle strategie adottate dal noto player internet. Tra le richieste la vendita o lo scorporo delle attività core, tra cui quelle del motore di ricerca, il servizio di posta e le news, ognuno con la rispettiva raccolta pubblicitaria. Il j’accuse nasce dal desiderio irragionevole dell’azienda di compiere acquisizioni di vaste proporzioni, a fronte di una gestione economica non irreprensibile: da quando la Mayer è al comando, infatti, ha speso 3 miliardi di dollari senza riuscire a dare un’identità precisa alla compagnia e ora sta programmando il taglio di almeno mille dipendenti. Non il migliore biglietto da visita per una paladina di gender, impegnata a testimoniare che la presenza delle donne alla guida di un colosso internazionale può essere un vantaggio competitivo e che è possibile farlo senza rinunciare alla famiglia e alla maternità. Insomma una lettera che, oltre a minare la reputazione dell’amministratore delegato di Yahoo! nonché il suo lauto compenso (42 milioni di dollari ndr), rischia di metterla in cattiva luce quale esempio di “donna vincente” che, fino ad ora, è stato un tratto distintivo della sua rappresentazione mediatica.

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