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Le cattive maniere di Ryanair

Lo scorso 31 ottobre, una passeggera del volo Ryanair in partenza da Valencia è stata cacciata dall’aereo perché aveva un bagaglio a mano di troppo: un libro, oltre a un tubo portadocumenti. La donna era già salita sull’aereo quando sono sopraggiunti due uomini in divisa per invitarla ad abbandonare il velivolo. I due poliziotti hanno ignorato le proteste della ragazza che si era anche offerta di pagare il sovrapprezzo e i tentativi d’intercessione degli altri passeggeri, facendo trionfare la rigida policy della compagnia irlandese. Tutta la scena è stata ripresa da un passeggero che ha postato immediatamente il video della diatriba su Youtube, ottenendo più di 254.ooo visualizzazioni. La notizia dalla Spagna è poi rimbalzata sui media di mezzo mondo e, in Italia, sul canale video di Repubblica.it il filmato è stato visto da oltre 77.000 utenti. Che Ryanair sia tra le compagnie più inflessibili in merito alle condizioni di viaggio in particolare con il bagaglio a mano, è fatto noto, almeno per chi ha viaggiato almeno una volta a bordo dei suoi aerei. E purtroppo non stupisce nemmeno la dichiarazione dell’azienda per giustificare la presenza dei poliziotti: “Violate le regole di sicurezza dell’aeroporto e molestato l’equipaggio”.

La compagnia irlandese, infatti, non è nuova alle provocazioni e a scatenare rivolte sul Web a causa della propria policy. Lo scorso agosto Suzy McLeod ha raccolto 580mila Mi piace su Facebook e oltre 20.000 commenti dopo aver segnalato la sua disavventura estiva con un volo Ryanair. La passeggera si è presentata al check in senza aver stampato la carta d’imbarco ed è stata obbligata a pagare un multa di 60 euro. Il CEO di Ryanair, in tutta risposta, ha sbeffeggiato pubblicamente la passeggera rilasciando dichiarazioni discutibili: “Lei mi ha scritto la settimana scorsa chiedendo un risarcimento, un gesto di buona volontà. Per cui abbiamo risposto, educatamente, ma con fermezza, grazie signora McLeod, ma è stata colpa sua (thank you Mrs McLeod but it was your ****-up)”.

Come ha scritto, giustamente, Roberto Catania sul web di Panorama “una reputazione sociale non si costruisce attraverso politiche low-cost”, ma i voli della Ryanair continuano a decollare e i clienti ad acquistare i biglietti ai prezzi più competitivi presenti sul mercato. Ryanair non ha una brand reputation positiva e non fa nemmeno nulla per limitare i danni, ma il giro d’affari, stando agli ultimi dati , non sembrerebbe risentirne. Secondo un’ indagine Nielsen, però, il 70% delle persone sono influenzate dalle critiche online e, probabilmente, se il Management dell’azienda fosse più orientato verso una politica di customer feelings anche il business, seppur già florido, potrebbe solo migliorare.

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