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L’ultima polemica che coinvolge i social media, riguarda l’eccessivo cinguettio dello star system su Twitter quando è sfacciatamente a favore di una marca. Wayne Rooney, Kim Kardashian, Lindsay Lohan e Snoop Dog sono nel mirino a Londra proprio per questo motivo. 140 caratteri per citare una marca di auto o di gelati o di borse. Ora gli inglesi, popolo molto serio e coerente su questo tema, con la complicità degli americani, forse meno seri ma molto innovatori in questo campo, hanno sguinzagliato le rispettive Autority, l’Ufficio per
l’Equo Commercio nel Regno Unito e la Fair Trade Commission negli Stati Uniti, per presidiare questo territorio e regolarlo con grande attenzione. Totale libertà a quei personaggi che desiderano dare la loro libera opinione, come per tutti gli altri utenti della rete, ma multe salate per quelli che, invece, lo faranno a fronte di compensi o di contratti di sponsorship.
Quanti rimpianti per il fucile subacqueo della Technisub utilizzato da James Bond in Agente 007 Thunderball, quanta nostalgia dei Ray-Ban dei Blues Brothers e della Vespa di Nanni Moretti. Quanta poesia, insomma, sprigionano le marche quando vengono ‘citate’ o ‘scelte’ per i valori e la tradizione che rappresentano. E questo non accade solo a Montblanc e Ferrari, ma anche a Coca Cola e Adidas, a Panini e Diesel. Accade quanto si ricorda la marca per il significato metaforico che questa assume, perché diventa, in due parole, prodotto culturale. In questa direzione dunque si dovrebbe lavorare per uscire dalle dinamiche della Pubblicità occulta o ingannevole, senza ricorrere a inutili stratagemmi che non solo attirano l’attenzione delle Autority, ma addirittura non ottengono l’empatia del grande pubblico che oggi è maturo a sufficienza per leggere le tracce della pubblicità dove questa crede di non averne lasciate. Se poi pensiamo agli utenti dei Social Media, e di Twitter nello specifico, allora questa maturità può essere comparata ad un’ “istruzione universitaria”, un utente attento e intransigente, che non desidera sapere se il prodotto dello sponsor piace o meno al VIP che lo rappresenta.

… e pensare che alcuni marchi sono persino riusciti ad entrare nel vocabolario della lingua nazionale, come Borotalco o Kleenex, Marchionimi si definiscono … altro che products placement!

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