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E se un pianeta non basta, Barilla risponde al grido d’allarme

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Senza dover per forza citare le tante ricerche che mettono in relazione politiche sostenibili a migliori performance finanziarie, è risaputo, che impresa e ambiente possano non solo convivere, ma addirittura interagire positivamente sia sul piano della reputazione aziendale sia sul piano dell’eco-compatibilità. Lo sa bene Barilla, che grazie al proprio centro di pensiero – Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) –, nato per raccogliere conoscenze su aspetti e problematiche dell’alimentazione, è stata in grado di costruire nel corso degli anni un’interessante attività di storytelling intorno al tema cibo e sostenibilità.

Narrazione applicata all’impresa che ha permesso a Barilla di presentarsi oggi, in occasione della Giornata della Terra, come portavoce credibile e autorevole di una filosofia green, profondamente radicata nel DNA dell’azienda. Grazie ad un sapiente mix di contenuti qualitativamente validi, all’endorsement e alla collaborazione con istituti e professionisti dall’indubbia reputazione, e ad un solido progetto di comunicazione e relazioni pubbliche, per il World Earth Day, l’azienda emiliana ha infatti avanzato alcune proposte (e soluzioni), con le quali si à guadagnata l’attenzione della stampa nazionale ed internazionale. Tra queste, l’individuazione del modello alimentare mediterraneo come possibile strada per ridurre l’impatto ambientale legato ai consumi alimentari. Oltre alla promozione di numerose attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani sulle tematiche green e sull’acceso al cibo, e “all’elezione” dell’agricoltura a leva cruciale per incoraggiare cambiamenti di lungo termine e implementare la crescita economica. E se l’individuazione di un testimonial è un elemento sempre più strategico per un’azienda, Barilla ha raccolto tutte le proposte avanzate in un video, una call to action, dove i principali attivisti ed esperti mondiali per il futuro dell’ambiente (Lester Brown, Ruth Oniang’o, Kanayo F. Nwanze, Ellen Gustafson) si sono schierati a fianco dell’azienda emiliana per sensibilizzare i cittadini e l’opinione pubblica su queste importanti tematiche.
E se davvero il modello alimentare mediterraneo aiuterebbe a ridurre l’impatto ambientale legato ai consumi del cibo (soprattutto della carne), preservando il futuro della terra, allora perché non provarci?

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